Biscottini veloci al cocco

Namaste! Che ne dite di preparare dei biscottini buoni, sani, veloci e senza zuccheri aggiunti? Solo tre ingredienti per preparare un'ottimo spuntino. Ve li propongo in due varianti. Ho utilizzato: -Banane mature; -Cocco rapè; -Cacao amaro in polvere / prugne secche.   Come notate, le quantità non sono indicate, potremo andare ad occhio, facendo attenzione alle consistenze e al gusto che vogliamo ottenere. In questo modo non ci servirà neanche la bilancia! Ho schiacciato le banane mature rigorosamente con le mani, aggiunto un poco alla volta il cocco rapè e, prima che diventasse troppo denso, ho diviso l'impasto in due terrine diverse. Ad un impasto ho aggiunto ancora cocco fino a che il composto non ha iniziato a staccarsi dai bordi della terrina e infine le prugne secche denocciolate tagliate a coltello. Al secondo impasto, invece, ho aggiunto il cacao in polvere, quanto basta per farli diventare belli scuri, e aggiustato con altro cocco. Entrambi i composti devono poter essere lavorati con le mani. I bambini si divertiranno moltissimo!!! Quindi, proprio con le mani, ho formato delle piccole palline che ho disposto sulla griglia ricoperta di carta da forno. Ho appiattito le palline cercando di mantenere lo stesso spessore per ogni biscottino e infornato a 170° in forno caldo per 15/20 minuti. Per tutta la casa si diffonderà un buonisimo profumino...meglio di qualsiasi incenso! Con tre banane non troppo grandi ho preparato circa 25 biscotti.                     Lasciare raffreddare e gustare masticando lentamente. A voi la scelta del vostro biscottino veloce preferito! "Preparare e cucinare il cibo è una pratica alchemica: combinare abilmente ingredienti diversi e sottoporli agli elementi dell'acqua, del fuoco e dell'aria esattamente nelle giuste proporzioni, con il giusto tempismo e gli incantesimi appropriati, ossia il giusto atteggiamento mentale e nessun pettegolezzo o chiacchiera in cucina, per creare un pasto deliziosi che soddisfi sia il corpo sia lo spirito. Il cibo preparato in questo modo può persino produrre un cambiamento magico nel modo di percepire noi stessi e gli altri, portando speranza ed incoraggiamento per andare avanti nella vita". Sharon Gannon

Come scegliere cibo vero…e una ricetta!

COME SCEGLIERE CIBO VERO Le ore dedicate al “fare la spesa” sono ore preziose, in quanto determinano come nutriremo il nostro corpo nella giornata o nelle giornate successive. All’interno dei supermercati il consumatore ha davanti a sè una scelta ormai vastissima di prodotti, i quali sono posizionati sugli scaffali secondo una precisa logica di mercato. E’ evidente che i grandi magazzini per la vendita siano interessati al profitto, ed è perciò al consumatore che spetta la parte relativa ad una scelta di beni consapevolmente indirizzata alla salute. Le indicazioni che daremo in questo articolo forse allungheranno di qualche minuto la nostra permanenza all’interno dei vari reparti del supermercato, ma ci permetteranno di possedere le informazioni per scegliere il giusto carburante di cui nutrirci.  Andiamo quindi a vedere quali sono questi “consigli per gli acquisti”:
  1. Leggere la lista degli ingredienti;
  2. Non comprare nulla che sia composto da ingredienti che le bisnonne di tutto il mondo non riconoscerebbero come cibo;
  3. Non comprare nulla che sia composto da più di 5 ingredienti;
  4. Non comprare nulla che sia composto da ingredienti che non siamo in grado di pronunciare (riferito agli ingredienti artifiiciali o a particolari lavorazioni e trasformazioni degli alimenti);
  5. Se il primo ingrediente di un prodotto è lo zucchero, non acquistarlo;
  6. Concentrare la propria attenzione ed il proprio tempo nelle corsie più esterne del supermercato, dove solitamente troviamo le materie prime;
  7. Se possibile fare acquisti direttamente nelle aziende agricole o nei mercati contadini biologici;
  8. Farsi domande sulla provenienza dei beni che vogliamo acquistare e su come questi vengano prodotti e lavorati;
  9. Basare la propria alimentazione quotidiana su alimenti semplici freschi, vitali, colorati (naturalmente) e vegetali, su "cibo vero".
Chiedersi attraverso quale processo gli alimenti arrivano sugli scaffali dei supermercati e, quindi sulle nostre tavole, è ciò su cui si sono focalizzati l’interessantissimo documentario “Cowspiracy” ed il consigliato libro “I signori del cibo”. Mettendo in atto queste indicazioni siamo in grado di diventare dei veri "detective del cibo" e di scegliere consapevolmente di che nutrirci, non cadendo nella trappola di immagini e slogan che vantano naturalezza, semplicità e salubrità su prodotti che non lo sono affatto. Ricordiamoci sempre che “Mangiare è una necessità ma mangiare intelligentemente è un’arte”. E dopo questa carrellata di suggerimenti, la mia ricetta per preparare un piatto veloce, buono e sano, che ha origini molto antiche e che è stato oggetto di discussioni da parte di alcune città italiane che volevano e vogliono riservarsene la provenienza.  LA MIA FARINATA DI CECI: INGREDIENTI: -farina di ceci 250 gr, acqua 600 ml; -olio extra vergine di oliva; -curcuma; -sale, pepe; -rosmarino e/o una verdura a scelta: le mie preferite sono quella al porro, quella con le foglie dei ravanelli o con i gambi delle carote. Un ottimo modo per utilizzare delle parti che dai più vengono considerate scarto, e che invece scarto non sono! Versare la farina di ceci in una terrina capiente, aggiungere l'acqua poco alla volta per fare in modo che non si formino i grumi e mescolare con una frusta. Se poi i grumi si formano, per scioglierli potete utilizzare il minipimer. Lasciare riposare il composto. Più tempo si ha a disposizione, più verrà buona e digeribile. Il riposo può durare qualche ora o una notte intera. Nel caso in cui non si avesse tempo, va bene anche solo mezz'ora. Trascorso questo tempo, aggiungere il sale, la curcuma, il pepe, le verdure crude tagliate in piccoli pezzi, e qualche cucchiaio di olio. Rivestire una teglia con la carta da forno, versare qualche cucchiaio di olio avendo cura che si unga tutta la superficie e versare il composto di farina di ceci. Per una buona cottura non si dovrà superare il centimetro di spessore. Infornare a 200° per 20/25 minuti, o fino a che la superficie non sia dorata e compatta. Gustare calda o fredda, masticando lentamente.                

La forza del digiuno

Il digiuno è una pratica che nella nostra società occidentale è ben poco considerata ed, anzi, è dalla maggior parte delle persone reputata sinonimo di mancanza di energia, indebolimento del corpo e perdita di lucidità mentale. Questo perchè molti confondono il digiuno, ossia la prima fase dell’astensione dal cibo, in cui l’organismo vive grazie alle proprie riserve energetiche senza intaccare gli organi fondamentali per la sopravvivenza, con l’inedia, che è la seconda fase dell’astensione dal cibo, che inizia quando le riserve energetiche dell’organismo terminano e, dunque, questo deve utilizzare le strutture fondamentali alla sopravvivenza andandole quindi ad intaccare. In realtà la scienza dell’alimentazione ci insegna che il digiuno periodico apporta grandi benefici al corpo, permettendo all’apparato digerente di riposare e purificarsi dall’interno. Umberto Veronesi, medico italiano di fama internazionale nonchè direttore scientifico emerito dell’Istituto Europeo di Oncologia, ha affermato: “Alla base di una sana alimentazione ci deve essere questa decisionescegliere un giorno e applicare la regola del digiuno. Una volta alla settimana, il giorno da voi scelto, non introdurrete cibo nell’organismo, che ne avrà così totale beneficio.” Ci sono infatti almeno 10 buoni motivi per digiunare; andiamoli a scoprire...
  • MIGLIORARE LA SALUTE E IL BENESSERE PSICO-FISICO
L’associazione digiuno-salute è nota dalla notte dei tempi: si dice che Platone e Socrate abbiano digiunato per 10 giorni allo scopo di raggiungere la piena efficienza fisica e intellettuale; Pitagora digiunò per 40 giorni per prepararsi a sostenere un esame all’Università di Alessandria. Durante questo riposo fisiologico degli organi digestivi, i grassi, i tessuti malati, le cisti e gli ascessi vengono disintegrati e riassorbiti, e tutte le funzioni del corpo migliorano. "Il digiuno è il primo principio della medicina" (Rumi)  

  • INVERTIRE IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO E RESTARE GIOVANI
La nostra età biologica dipende da quella delle nostre cellule e la pratica del digiuno permette di invertire il processo di invecchiamento e rivitalizzare le cellule e i tessuti. Il celebre igienista Herbert M. Shelton dichiarò che: "digiunando la pelle appare più fresca, gli occhi diventano più chiari e brillanti, l’aspetto più giovanile".  
  • DIMAGRIRE E RESTARE MAGRI
Il dimagrimento a cui porta il digiuno non è che l’effetto secondario della disintossicazione. Ricordiamoci sempre però che il digiuno è uno strumento potente e va utilizzato con cognizione di causa, raziocinio e con la consapevolezza che per restare magri sia necessario migliorare il proprio stile di vita e il proprio regime alimentare.   
  • ACUIRE I SENSI
Odorato, vista, tatto e udito migliorano in quanto il corpo si prepara ad essere più pronto a procurarsi il cibo. Aumenta dunque la sensibilità generale e si percepisce maggiormente il proprio organismo.  
  • MIGLIORARE LE FUNZIONI INTESTINALI E DIGESTIVE
Il riposo del nostro “secondo cervello” permette al tubo digerente di recuperare la propria capacità digestiva e rigenerarsi.  
  • ACCRESCERE LA FIDUCIA IN SE' STESSI E L’AUTOSTIMA
Riuscire a gestire la mancanza di cibo ci fa capire che, se ci ritroveremo in situazioni e contesti che lo richiedono (carestie o circostanze particolari), saremo forti e sicuri del fatto che per un certo periodo di tempo possiamo vivere senza introdurre alimenti nel nostro corpo. Digiunare significa anche non essere schiavi del cibo. “L’Obbedienza, il digiuno e la preghiera sono persino oggetto di scherno, ma la via verso la vera, autentica libertà passa inevitabilmente attraverso di essi” (F.Dostoevskij)  
  • RENDERE I PROCESSI MENTALI PIU' LUCIDI E VELOCI
Minori sono infatti le energie di cui ha bisogno l’apparato digerente per digerire, maggiori sono le energie che arrivano al sistema nervoso per ragionare. Attraverso la fame anche le cellule cerebrali ringiovaniscono. C’è quindi, al contrario di ciò che comunemente si pensa, un aumento della lucidità, della memoria e dell’attenzione.   
  • RISPARMIARE TEMPO E SOLDI
Oltre a risparmiare tutto il tempo e il denaro che utilizziamo per fare la spesa, preparare il pasto, lavare i piatti e sistemare, con il digiuno contribuiremo anche, per quel saltuario periodo, alla salvaguardia delle risorse del nostro pianeta. “E’ meglio andare a letto senza cena che aumentare i debiti” (Benjamin Franklin)  
  •  DORMIRE MEGLIO E RECUPERARE PIU' ENERGIE
All'inizio magari il digiuno non avrà un effetto positivo sul sonno, ma quando l’organismo sarà disintossicato questo diventerà più profondo e ristoratore.  
  •  ABBANDONARE LE CATTIVE ABITUDINI
Con il digiuno sarà più facile allontanare la dipendenza da fumo, alcol, zuccheri, caffè, ecc... Già il mattino successivo ad una giornata di digiuno il desiderio di soddisfare un’abitudine tossica sarà minore: provare per credere!   IL DIGIUNO NELLO YOGA Nello Yoga il digiuno è una pratica psico-fisica e spirituale molto importante. In particolare, secondo la tradizione Vedica, è indicato digiunare (o semi-digiunare) durante l’undicesimo giorno della luna calante e l’undicesimo giorno della luna crescente. Queste particolari giornate prendono il nome di Ekadashi. Nel prossimo articolo affronteremo il motivo per cui è propizio digiunare durante Ekadashi e  forniremo alcuni importanti suggerimenti su come affrontare queste giornate.

E’ vegana la pizza che protegge dai tumori

Una pizza che "allunga la vita" è la pizza che è stata presentata oggi in occasione del Napoli Pizza Village, in programma fino al dieci giugno sul lungomare di Napoli. L'hanno chiamata Pizza Pascalina ed è stata ideata dai ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Napoli Fondazione Pascale che hanno collaborato con ristoratori e maestri pizzaioli per dar vita ad un prodotto in grado di veicolare il messaggio dell'importanza di una dieta sana ed equilibrata come mezzo primario di prevenzione delle malattie. La Pizza Pascalina, informano gli organizzatori dell'evento napoletano, grazie ai suoi ingredienti può essere consumata come pasto principale anche due volte a settimana ed è stata inserita nella Piramide Alimentare Pascaliana, che applica i principi della dieta Mediterranea ma si basa anche sulle linee guida contro i tumori della World Cancer Research Fund e sulle evidenze scientifiche più recenti su dieta e prevenzione dei tumori. Come noterete dalla composizione di questa pizza, SI' alle farine poco raffinate, alle verdure, alla frutta secca, al peperoncino e all'olio extra vergine di oliva, mentre è un NO deciso per la farina raffinata e per la mozzarella. Gli ingredienti della Pizza Pascalina:
  • Farina di frumento tipo 1 (160g)
  • Friarielli campani/cime di rapa (120g)
  • Pomodorini di Corbara o San Marzano (120g)
  • Olive di Caiazzo (30g)
  • Noci (20g)
  • Olio extra vergine d’oliva del Cilento (30g)
  • Aglio e peperoncino
Negli studi epidemiologici italiani ed internazionali gli ingredienti della Pizza Pascalina hanno mostrato un beneficio contro i tumori: i pomodori con riduzione del 20% per tumore al colon-retto, 57% per tumore allo stomaco, 16% per tumore alla prostata; le crucifere (ovvero broccoli, friarielli, cime di rapa ecc) con riduzione del 15-17% per tumore al seno e colon-retto; l’olio d’oliva con riduzione del 20-40% per tumori al seno, stomaco, colon-retto, pancreas e vie respiratorie superiori. Inoltre al bando la farina 00, sostituita con farina di frumento meno raffinata, TIPO 1, che contiene un maggior quantitativo di crusca e di germe di grano, le parti del chicco più ricche di sostanze nutritive. La cultura dello Yoga sostiene da sempre che una corretta alimentazione sia alla base di una buona salute fisica, mentale e spirituale. Possiamo considerare il veganesimo e lo Yoga partner naturali: la parola Yoga in sanscrito significa "connettere, collegare", e questo implica una relazione. Asana, che per alcuni è solo esercizio fisico come stare in equilibrio sulla testa o fare la spaccata, identifica anche come una persona si relaziona o si connette con la Terra. Negli Yoga Sutra, Patanjali afferma che il nostro rapporto con la Terra (Asana) dovrebbe essere stabile e gioioso (Sthira e Sukham) se quel che desideriamo è lo Yoga, illuminazione, estrema felicità, libertà dalle sofferenze. Uno Yogi è qualcuno che cerca di vivere armoniosamente con la Terra e con tutti gli esseri viventi "perchè sicuramente il miglior modo di risollevare le nostre vite sta nel fare tutto ciò che possiamo per risollevare le vite altrui". 

Atleti vegan

Ne abbiamo parlato durante la lezione. Sempre più persone, atleti e sportivi scelgono un'alimentazione a base vegetale...

Gli atleti vegan più famosi del mondo comprendono alcuni nomi molto famosi e talvolta rappresentano dei veri e propri miti per chi ama lo sport e lo segue con passione. Vincono gare importanti, seguono una preparazione atletica che permette loro di raggiungere risultati da record e hanno scelto una dieta a base completamente vegetale. Scopriamo insieme quali sono gli atleti vegan più famosi del mondo.

Carl Lewis  Si guadagnò il soprannome "il figlio del vento", vincendo 10 medaglie olimpiche, delle quali 9 sono d'oro e 1 d'argento, in 4 edizioni di olimpiadi. Ha anche vinto 8 medaglie d'oro, una d'argento e una di bronzo in 4 campionati del mondo di atletica leggera. E' uno dei più noti atleti vegan ed è una vera e propria celebrità nel mondo dello sport. Inoltre ha vinto 8 medaglie d'oro, una d'argento e 1 di bronzo nei campionati del mondo di atletica leggera. Carl Lewis è vegan dal 1990. Ha ottenuto i migliori risultati nel salto in lungo e nella staffetta. [caption id="attachment_1822" align="alignleft" width="600"]atleti vegan Carl Lewis - Foto: By peacerun.org (http://www.peacerun.org/ca/media/) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons[/caption] 
Meagan Duhamel è la pattinatrice canadese che ha vinto una medaglia d'argento alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 nel pattinaggio di figura a squadra, insieme a Eric Redford. È vegana dal 2008 e insieme ad altri atleti è la conferma che seguire una dieta a base completamente vegetale è possibile anche per chi pratica sport ad altissimi livelli. L'atleta ha dichiarato di sentirsi meglio e più energica da quando ha scelto una dieta priva di derivati animali.
Venus e Serena Williams, le due regine del tennis internazionale, sono diventate vegan nel 2012 per via delle condizioni di salute di Venus. Alla tennista è stata diagnosticata la sindrome di Sjogren, che danneggia il sistema immunitario. Per recuperare le forze e affrontare la malattia la campionessa ha eliminato dalla propria alimentazione latte, uova e tutti i derivati animali.
Patrick J. Neshek è un giocatore di baseball famoso soprattutto negli Stati Uniti. È nato nel 1980 e nel 2007, dopo aver letto The China Study di T. Colin Campbell, ha deciso di diventare vegan. Inizialmente la scelta si è basata su motivazioni di salute, ma poi il nuovo stile di vita ha contribuito a modificare in meglio la carriera dell'atleta.
Georges Laraque è un ex giocatore di hockey professionista di origini canadesi. Fino al 2010 ha giocato con i Montreal Canadiens. Ha scelto di diventare vegan sia per ragioni di salute che per motivi etici e ha supportato numerose associazioni benefiche che operano per la difesa degli animali. Nel 2003 ha vinto il premio per l'hockey Best Fighter Award.
Brendan Brazier é un atleta canadese, nato nel 1975. È famoso per la sua capacità di resistenza e per le imprese sportive nel Triathlon. È vegano ed è un divulgatore dello stile di vita vegan. È autore di alcuni libri al riguardo, tra cui "Thrive Foods: 200 Plant-Based Recipes for Peak Health" (2011). Ha corso diverse maratone ha abbracciato l'alimentazione vegan per sperimentarne i benefici sulle prestazioni atletiche.
Fiona Oakes è una campionessa internazionale nella maratona, nata in Gran Bretagna. Ha smesso di mangiare carne a 6 anni ed è diventata vegana durante l'adolescenza. Da maratoneta ha ottenuto numerosi titoli importanti, posizionandosi ai primi posti ad Amsterdam, Mosca, Londra e Berlino. Nel 2013 ha vinto la Maratona del Polo Nord, che si è svolta ad una temperatura di -28°C.
Patrik Baboumian è un campione di body-building. È nato in Iran nel 1979 e vive in Germania. Si è aggiudicato il riconoscimento di Vegan Athlete of the Year 2013. Nella propria carriera ha gareggiato contro alcuni degli atleti più forti del mondo. È vegetariano dal 2005 e vegano dal 2011, ma la sua potenza muscolare, evidente soprattutto nel sollevamento pesi, non sembra averne per nulla risentito.
Fonte: https://www.greenme.it/vivere/sport-e-tempo-libero/12993-atleti-vegan-mondo